30.10.06

La mia Bialetti


La mia Bialetti da tre, quell’affare luccicante che ogni mattina mi ritrovo a pescare nel lavello della cucina, tra piatti sporchi e bottiglie di birra sacrificate la sera precedente, è una macchina geniale. Tre forti fortissimi componenti in alluminio sfavillante si intersecano e si avvitano perfettamente per dare corpo all’idea di un uomo illuminato.
La mia Bialetti mi piace proprio. È elegante. Immaginati una fantastica clessidra metallica a base ottagonale al cui interno nascono tre tazzine di puro, appagante, gustosissimo godimento.
Incipriata dal calcare e con quelle chiazze scure vicino al fondo ha pure quell’aria vissuta che la rende davvero irresistibile.
La mia Bialetti sfoggia persino una cicatrice che la rende unica: un mezzo manico frastagliato, spezzato obliquamente dall’impatto contro un muro, che sta lì come un ammonimento a ricordarmi le conseguenze che può avere l’ira di una donna.
È tutto ciò che rimane di quella fiera e plastica ansa color nero corvino attraverso cui si concedeva ancora bollente alla mia mano.
Sì perché è quando si riscalda che lei dà il meglio di sé.
La mia Bialetti ti dona la confortante certezza che una volta messa sul fuoco, dopo cinque precisissimi minuti - cascasse il mondo - tu udirai nascere dal suo ventre in ebollizione quel viscerale gorgoglio araldo di un trionfo di nobili aromi.
La mia Bialetti è un ricettacolo di raro piacere, una calda sorgente da cui si libera il familiare e rassicurante profumo da cui sboccia il giorno.
La mia Bialetti da tre è una macchina geniale perché a suo modo è la mia piccola, preziosissima pietra di Geber. La sola in grado di trasformare il mio risveglio quotidiano in un quotidiano risveglio dei sensi.

-D-

11.7.06

La notte azzurra


L'odio per il nemico comune ci rende partecipi di uno strano sortilegio simile a un'inconsueta fratellanza. Vittoria. Alcool urla esaltazione clacson alcool fischi gente che corre verde bianco rosso alcool petardi trombe azzurro ragazze ragazzi macchine schiamazzanti bancarelle alcool follia canti percussioni fari insulti agitazione smarrimenti trombe caldo alcool inni foto scooter azzurro fontana acqua schizzi urla insulti telefonate salti alcool ricongiungimenti fiumi di gente trombe fuoco fumo arrampicamenti esplosioni sirene maxischermi verde bianco rosso sangue bottiglie assalti gente che scappa alcool musica abbracci salti corse insulti gioia bandiere alcool follia stanchezza soddisfazione Vittoria.

Vittoria.

23.6.06

Questione di minimalismo

Viviamo in un'epoca di minimalismo sentimentale.

E a questo ci si può tranquillamente abituare.

Il fatto è che a volte tutto lo spazio che si crea intorno non sappiamo più come riempirlo...

20.6.06

Dio folgori i dentisti!


Ieri mattina sono stato colto da un improvviso e lancinante mal di denti.
Naturalmente la prima cosa che viene in mente quando si è colti da un lancinante mal di denti è quella di mettersi alla ricerca di una dose di morfina o di un dentista.
Visto che era lunedì mattina ho creduto che fosse più facile trovare un dentista.
Che ingenuo.
Apro il sito delle pagine gialle e vedo che nel raggio di 1 km da casa mia ci sono 14 studi dentistici. "Ottimo" penso.
Comincio dal primo. Il telefono squilla ma nessuno risponde. Passo al secondo, idem. Il terzo mi deflagra il timpano con un fax del caxxo... Avanti così fino all'ottavo numero (OSTIA!), quando la voce di una signorina finalmente mi risponde e con la massima gentilezza mi invita a presentarmi alle 15 e 30 nello studio.
Nel frattempo mi faccio un cocktail a base di nimesulide e torno a letto fiducioso.
Quando mi presento all'appuntamento il dolore mi aveva già ridotto a un essere più simile a una larva che a un umano. L'affabile signorina che mi aveva risposto al telefono mi accompagna quindi nella sala delle torture dopodiché entra la dottoressa, vestita più come un palombaro che come un odontoiatra. La sentenza giunge rapida e perentoria: "qua ormai non ci resta che devitalizzare il dente... ma perché la gente non ci pensa prima mi chiedo... fate visite regolari no? Una volta ogni sei mesi dovrebbe farlo un controllo...". Quello che pensavo io invece era un sincero "ma vaffanculo e vedi di muoverti a fare qualcosa!"
La situazione dopo la siringazza di anestetico migliora assai. Il dolore al dente scompare insieme alla rassicurante sensazione di possedere una faccia ma passata un'oretta di trapanate varie sono di nuovo in piedi. Adesso arriva il bello.
Mi avvicino alla scrivania della gentilissima signorina per saldare il conto e lei, sorridendo nel suo fare suadente, mi passa un fantastico biglietto con le seguenti diciture:
  • devitalizzazione del #26 (il dente in questione, ndr), € 250,00
  • parziale ricostruzione del #26: € 130,00

In quel momento io già stavo ricominciando a sentirmi male, quando l'aguzzina, non contenta, decide di darmi il colpo di grazia aggiungendo candidamente "poi sa, il dente devitalizzato andrebbe protetto con una capsula altrimenti c'è il rischio che si rovini rapidamente. Se vuole le ordiniamo subito quella in oro-vetro-cemento, viene 750 euro ma è molto buona". Molto buona. Avrei voluto dirle che con un totale di 1.130 euro avrei potuto placcarmi in oro lo scroto.

I dentisti sono una specie da cui guardarsi, da una parte ti chiudono e dall'altra ti aprono. Senza anestesia.

P.S. Il concerto dei Tool è stato fantastico. Hanno suonato pure Sober. Da brivido.

19.6.06

“0”


Ho tutto quello che mi serve. “Three days” dei Jane’s Addiction scorre in sottofondo, ho un pacchetto di sigarette ancora incellofanato, birra, Vergine. C’è tutto.
Tengo a precisare subito una cosa: per me questo blog è un taccuino dove annoterò alcuni dei miei pensieri, alcune cose che mi sono capitate, forse cose che per molti di voi non avranno senso. Non importa.
Del resto un blog in più o in meno non lo noterà nessuno. Poi questo è scuro, sconosciuto, quasi “solo”. Un posto così è l’ideale per cominciare a scrivere qualche appunto.
In questo periodo ho voglia di sperimentare e, navigando in una sorta di perpetua indecisione, mi ritrovo attratto e distratto da tutto. È quasi come soffrire della sindrome post laurea a un anno di distanza…
Giorni di euforia si susseguono a momenti di insoddisfazione alternandosi in maniera piuttosto regolare, ma va bene così, mi piacciono le situazioni dinamiche.
Sì lo so, domani è lunedì. Però c’è il concerto dei Tool, sarà una giornata interessante. Domani
godrò nel fanculizzare il concetto a molti tristemente noto di lunedìcchepallesiricomincia che inesorabilmente si ripropone ad ogni inizio di settimana. Se fosse un insetto il lunedì sarebbe una mosca. Inoffensivo ma fastidioso. E domani lo fanculizzerò.

Eden

Siamo i frutti verminosi di una splendente depravazione
Siamo i degni figli di ciò che ci insulta
Siamo i serpenti risvegliati dalla primavera

Abbiamo cibo ma siamo affamati
Abbiamo vino ma aneliamo l’ambrosia
Esistiamo perché così deve essere e null’altro ci occorre

Non cerchiamo perdono e non lo concediamo
Furiosi d’odio e colmi di tristezza
Attendiamo il giorno in cui venderemo l’anima al miglior offerente


- D -